Fiat resterà per sempre in Italia, parola di John Elkann

FIAT IN ITALIA РIl presidente della Fiat, John Elkann, interviene all`Unione industriale di Torino alla quarta assemblea generale di Rena e, sulla scia dell`ottimismo degli organizzatori, lancia segnali di speranza. E illustra l`esempio vincente dello stabilimento di Cassino, «straordinario», con un ottimo clima interno, ad ogni livello e zero infortuni in tutto quest`anno.

«Si può continuare a fare industria in Italia – prosegue Elkann -, le condizioni ci sono per fare in Italia macchine anche a minor valore aggiunto che in Germania, come la Panda, in modo profittevole e soddisfacente per chi le fa e per chi le compra. Siamo convinti e determinati ad andare avanti».

Dunque, ha aggiunto Elkann, se si vuole realizzare il progetto Fabbrica Italia, lo si può fare. Ciò non toglie che molto debba cambiare, nel Paese.

A partire dall`istruzione. E quello della scuola è stato un tema su cui si è registrata una sostanziale condivisione da parte degli intervenuti alla tavola rotonda. Così Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica, ha suggerito alle Università italiane di preparare cittadini del mondo, perché «le aziende devono aprirsi al mondo ed attrarre giovani da ogni Paese». Mentre il consulente Roger Abravanel ha rivolto un appello ai rettori delle migliori università italiane affinché non ostacolino la riforma ma, al contrario, diventino i maggiori sostenitori di una riforma che premi il merito.

Non a caso gli aderenti a Rena, Rete per l`eccellenza nazionale, andranno oggi nelle scuole per incontrare gli studenti e spiegare loro che si può lottare, si può crescere, si può costruire un futuro migliore. Coniugando – ha aggiunto Alessandro Profumo, ex amministratore delegato di Unicredit e ora consigliere dell`Università Bocconi – passione e modernità. «Perché la passione degli italiani – ha proseguito – è unica ma spesso non la si riesce a conciliare con i processi decisionali».

Gli italiani, per Profumo, hanno anche un`altra dote quasi unica e vincente, cioé la capacità di gestire le diversità.

Ma se le doti non mancano, non mancano neppure gli ostacoli da superare. Ne ha parlato Ivanhoe Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia. A suo avviso, infatti, esiste un rapporto squilibrato tra la dimensione pubblica, dove prevale il privilegio e la redistribuzione avviene su basi assistenzialistiche e non meritocratiche, e la dimensione del mercato. Per questo, secondo Lo Bello, occorre passione civile, trasparenza, per arrivare ad una modernità che passi anche attraverso la legalità.

Passione, legalità, responsabilità individuale, leadership. Le parole d`ordine che serviranno per il nuovo risorgimento italiano secondo gli intervenuti.

Concetti che in parte collimano con quelli rilanciati da Alessandro Fusacchia, presidente di Rena: apertura, responsabilità, trasparenza ed equilibrio. Al di là delle opinionipolitiche di ciascuno, ma cercando quello che può unire.

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