Nuova Opel Meriva, prova su strada

NUOVA OPEL MERIVA РTotalmente rinnovata, ha una linea gradevole e, rispetto al vecchio modello, è anche più lunga; le inedite porte posteriori che si aprono “al contrario” sono comode in alcuni frangenti, ma di notte si vedono poco. Sono state conservate soluzioni pratiche come i sedili posteriori scorrevoli e la dotazione è migliorata, ma il prezzo non è cresciuto. Buoni il comfort e la tenuta di strada; peccato che il 1.4 a benzina sia “fiacco” in ripresa.

Cresciuta sino a 429 cm di lunghezza (ben 25 in più rispetto al vecchio modello) ora la Opel Meriva va a confrontarsi anche con le monovolume di classe media. Anche la dotazione è migliorata: la Elective, che è la versione “base”, ha di serie il “clima” automatico e il regolatore di velocità, oltre, naturalmente, all’Esp e a sei airbag. Ma il prezzo non è cresciuto, e sono stati conservati i sedili posteriori scorrevoli sia longitudinalmente, sia trasversalmente.

La linea di cintura “movimentata” rende la fiancata più leggera e alcuni dettagli – come per esempio i fari – sono ispirati a quelli dell’Astra. Ma l’elemento più innovativo sono le porte ad “anta d’armadio”, con quelle posteriori che si aprono al contrario rispetto al senso di marcia. Migliorano l’accessibilità, ma comportano anche svantaggi: di notte, per esempio, la portiera aperta risulta poco visibile per i veicoli che sopraggiungono.

Elevate le qualità stradali: le sospensioni sono efficaci nel filtrare le buche, ma non per questo si mostrano troppo cedevoli in curva e, dunque, il rollio risulta sempre sotto controllo. Chi ama la guida brillante apprezzerà pure la precisione dello sterzo e la pronta e rassicurante risposta dell’impianto frenante. Ciò non toglie che la Meriva resti una vettura da famiglia, dunque piuttosto silenziosa e comoda anche nei lunghi viaggi.

Il punto debole di questa versione è il 1.4 aspirato a benzina, che malgrado la buona potenza (ha 101 CV) risulta sottodimensionato per muovere una massa che vale quasi 1300 kg a vuoto. Non lo aiuta il cambio, morbido e preciso negli innesti ma anche caratterizzato da rapporti lunghi: così le riprese risultano lente e faticose e quando serve un po’ di brio si finisce per dover scalare marcia e dar fondo all’acceleratore.

Lo sterzo leggero, la posizione di guida rialzata e la lunghezza non eccessiva la rendono adatta alla città, ma dal lunotto si vede poco e per parcheggiare tranquilli conviene aggiungere i sensori. Fra le curve si apprezza la solidità delle sospensioni, che favorisce la tenuta di strada e la precisione senza penalizzare troppo il comfort. Per apprezzare appieno queste qualità, però, servirebbe un motore più vivace: il 1.4, nei sorpassi, fa fatica e impone di lavorare molto d’acceleratore e cambio. Delle modeste doti di ripresa si soffre anche in autostrada, ma in compenso l’insonorizzazione è valida e il comfort non delude.

 

 

In città

Lo scatto e la ripresa non impressionano, ma in compenso lo sterzo leggero e diretto, le dimensioni non eccessive e la buona visibilità permettono di affrontare il traffico senza eccessivo impegno. È, comunque, consigliabile aggiungere i sensori di parcheggio (optional), perché il lunotto – anche se sembra ampio dal momento che copre una buona parte del portellone – non offre una visibilità ottimale. Lo sfavorevole rapporto peso/potenza penalizza i consumi: si superano di poco i 10 km/l.

 

 

Fuori città

Le sospensioni garantiscono un buon comfort senza risultare troppo cedevoli, e ne guadagna la guidabilità: anche grazie allo sterzo preciso, fra le curve è possibile “pennellare” le traiettorie con precisione (ancor più se la vettura è equipaggiata con cerchi di 17” e pneumatici ribassati, optional presenti nell’esemplare in prova). Le reazioni sono sincere anche se si esagera, e l’Esp interviene di rado (e con un lieve ritardo). Ma per rendere la guida davvero gratificante servirebbe un motore più vigoroso: le riprese sono lente e per effettuare i sorpassi con un buon margine di sicurezza si deve studiare bene la manovra e pigiare a fondo l’acceleratore.

 

 

In autostrada

I rapporti lunghi contribuiscono a mantenere bassa la rumorosità del motore, e neppure i fruscii aerodinamici né il rumore di rotolamento delle gomme infastidiscono più di tanto; valido anche il comportamento delle sospensioni, che filtrano efficacemente le giunzioni dell’asfalto. Peccato che la stazza si faccia sentire, per cui, per riguadagnare velocità dopo un rallentamento non resta che scalare marcia. Lo sterzo si mantiene preciso anche ad andatura elevata, e la stabilità non viene meno neppure quando, nei rallentamenti improvvisi, si chiama in causa il potente impianto frenante (la cui modulabilità, comunque, non è eccezionale).



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