Nuova Volvo C70 coupè-cabriolet, prova su strada

Non una semplice coupè, non una semplice cabriolet, ma il connubio delle migliori caratteristiche di entrambe: ecco cosa hanno pensato i progettisti Volvo nel creare la C70.

Non un piccolo facelift, non una rivoluzione, ma una nuova giovinezza stilistica per la nostra vettura: ecco cosa hanno pensato i progettisti Volvo nello studiarne il restyling.

L’idea

Coup√®-cabriolet. Un concetto di automobile che per sua stessa natura √® un compromesso, ma anche l’oggetto dei desideri di chi i compromessi non li accetta. Un piatto per palati fini, insomma. Sia carne che pesce, se volete.

Tetto metallico ripiegabile elettricamente. Vanto e cruccio di ogni progettista. Deve essere solido, ma veloce nel ripiegarsi; insonorizzante e bello a vedersi, ma non deve sottrarre troppo spazio al bagagliaio.

La coupè

Una coup√® a quattro posti d’alta gamma: ecco come si presenta la C70 a tetto chiuso. Una macina-chilometri di razza, dotata di un comfort di livello eccellente, grazie all’ottima insonorizzazione dell’abitacolo, alle sospensioni in grado di assorbire anche le peggiori asperit√† del terreno ed all’erogazione dolce del motore. Gi√†, il motore: un duemila diesel (e fin qua tutto prevedibile, fin scontato), ma… con un cilindro un pi√π; infatti non si tratta del solito quattro cilindri offerto un po’ dovunque in giro per il mondo, bens√¨ di un’unit√† con cinque pistoni: un progetto esclusivo Volvo capace di erogare ben 177 CV. Le prime differenze si avvertono non appena avviato i motore: invece di un fastidioso ticchettio, dal cofano scaturisce un rumore pi√π rotondo, non meno intenso, ma certamente pi√π sopportabile; la diversit√† pi√π grande si percepisce per√≤ quando si preme il pedale dell’acceleratore: la coppia non si sprigiona unicamente intorno ai 2.000-2.500 giri/minuto, ma ha un’erogazione molto pi√π uniforme, arrivando al suo massimo (ben 400 Nm) gi√† 1.750 giri per poi ridiscendere dolcemente dopo i 2.750, a tutto vantaggio del piacere di guida.

…e la cabriolet

Basta per√≤ fermarsi per 30 secondi per ritrovarsi al volante di un’altra auto: piede sul freno, dito sul pulsante apposito ed ecco il tessuto perfettamente rifinito del cielo dell’abitacolo ripiegarsi elegantemente su se stesso per svelare il meccanismo che si occuper√† di dividere il tetto in tre parti e di riporlo nel bagagliaio (purtroppo riducendone la capacit√† da 404 a 200 litri). L’atmosfera a bordo di una cabriolet √® completamente diversa: con la complicit√† di un clima favorevole viene istintivo cercare l’itinerario pi√π ‚Äúguidato‚Äù e divertente da percorrere, non importa se √® pi√π lungo. La nostra mano destra sposta inconsciamente il selettore del Geartronic a 6 rapporti sulla modalit√† sequenziale: non che su Drive ci avesse deluso (anzi, si era dimostrato molto dolce negli innesti ed anche piuttosto veloce per essere un automatico tradizionale), ma solo selezionando manualmente le marce possiamo veramente goderci ogni piega dell’asfalto. Qu√¨ purtroppo i classici slittamenti del convertitore di coppia si avvertono nettamente, facendoci un po’ rimpiangere l’impossibilit√† di montare un doppia frizione; tuttavia √® l’impostazione stessa della vettura a riportarci a pi√π miti consigli.

Su strada

La C70, infatti, pur mantenendo in ogni condizione di marcia un comportamento su strada sincero (con rollio e sottosterzo piuttosto contenuti considerando i 1.664 kg di peso a vuoto), non fa mistero di essere una vettura con aspirazioni turistiche, magari anche sportive, ma certamente non corsaiole. Lo sterzo √® sempre leggero e piuttosto preciso, sia in citt√† che fuori, ma non riesce a far dimenticare del tutto l’entit√† delle masse sospese di questa vettura, quando si ricerca il limite. Il DSTC √® come sempre un vigile ed efficace custode della nostra traiettoria di guida, pronto a correggerla ogniqualvolta lo ritenga necessario frenando la ruota che abbia perso aderenza.

L’abitacolo

L’interno di questa vettura si dimostra costruito con ottimi materiali, ben rifinito e dotato di quel tipico stile della casa svedese. Lascia inizialmente perplessi la console centrale, consistente in una sorta di grossa pulsantiera, tipo telecomando, incastonata tra quattro manopole su un supporto sottile (che nasconde un originale vano dietro di se) e sovrastata da un piccolissimo schermo bicolore. Dietro le apparenze si cela per√≤ l’opera di non indifferente ingegno realizzata dai tecnici Volvo: bastano pochi minuti alla guida per rendersi conto che questa particolare collocazione dei comandi rende possibile raggiungerli tutti mantenendo la mano comodamente appoggiata sul cambio, in modo anche piuttosto intuitivo. Ed anche i contenuti sono di qualit√†: sulla vettura da noi provata erano presenti bluetooth, radio, lettore cd/mp3, ingresso aux e presa USB, corredati da un sistema audio di altissimo livello. Il navigatore integrato √® ovviamente disponibile, ma per il suo funzionamento sfrutta uno schermo retrattile a colori dedicato, posizionato sulla sommit√† della plancia stessa.

L’auto per…

In conclusione la C70 di dimostra una vettura per tutte le stagioni, ma non per tutti i guidatori: l’apprezzer√† di pi√π chi ricerca il piacere di guida su brevi e lunghe distanze piuttosto che la prestazione pura, la versatilit√† di una coup√®-cabriolet piuttosto che la praticit√† di una cinque porte, lo stile giovane, ma composto di Volvo piuttosto che la vistosit√†, la solidit√† e la qualit√† piuttosto che l’apparenza.



Altre Notizie