Aston Martin Valkyrie candidata a regina delle hypercar

 

Aston Martin lancia la sfida alla Ferrari nel settore delle hypercar. L’azienda controllata dalla italiana Investindustrial, che fa capo alla famiglia Bonomi, dopo la prima rivelazione dell’Aston Martin Valkyrie nel luglio 2016, ha affinato ulteriormente il suo progetto in collaborazione con Red Bull Advanced Technologies e AF Racing. Un mix di alte prestazioni e tecnologia frutto dell’esperienza nelle gare endurance e nella Formula 1.

I tre marchi hanno lavorato soprattutto sull’aerodinamica, lasciando un certo minimalismo nel design e nell’arredamento dell’abitacolo. L’Aston Martin Valkyrie ha l’aspetto di una vettura F1 biposto, ma viene catalogata come una berlina sportiva. Tra le novità assolute l’introduzione della ‘cellula di sicurezza’ delle auto da competizione, una capsula di carbonio che avvolge pilota e passeggero. Una rivisitazione stilistica che cancella l’idea tradizionale del parabrezza, sostituito da una struttura sferica vitrea che ricorda quella dei jet militari.

Dal mondo del Circus è ripreso anche il volante che incorpora tutti i comandi e le regolazioni. Uno schermo centrale Oled fa visualizzare ogni informazione della vettura. Spariti gli specchietti retrovisori sostituiti da due telecamere ad alta definizione che trasmettono le immagini a due display più piccoli, piazzati in corrispondenza dei montanti del parabrezza.

Dietro l’aerodinamica della Aston Matin Valkyrie c’è lo zampino aerodinamico di Adrien Newey. Due tubi Venturi partono dal frontale, avvolgono l’abitacolo e si allargano in coda, indirizzando il flusso d’aria all’interno delle ruote. Una soluzione che garantirà massima stabilità alle velocità estreme, con un rapporto peso/potenza di primissimo livello per una vettura stradale. Nessun dettaglio al momento sul motore. Si ipotizza un V12 da 6,5 litri fabbricato da Cosworth e una sezione ibrida in stile Kers delle Formula 1.

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