MotoGp, Rossi mette nel mirino Agostini

Valentino Rossi (©Getty Images)

Giacomo Agostini e Valentino Rossi un dualismo che travalica i confini del tempo e frantuma quelli dello spazio. I due piloti italiani più amati e più vincenti di tutti i tempi, infatti, da sempre si sfidano per la corona di re del Motomondiale. Purtroppo le sportellate tra i due, per ovvie ragioni anagrafiche di Ago, sono possibili solo tra le righe di qualche giornale che ogni tanto intervistando l’uno o l’altro riaccendono il mito e rinnovano la sfida.

Agostini con i suoi 15 titoli mondiali può guardare tutti dall’alto in una carriera che parte nel 1963 e si conclude gloriosamente 14 anni dopo. In mezzo 7 mondiali vinti nella vecchia 350 cc (dal ’68 al ’74) e ben 8 nella classe 500 cc (dal ’66 al ’72 e nel ’75), oltre a 18 titoli nazionali (16 nel campionato Italiano Velocità, 1 nel campionato Italiano Velocità in Salita ed 1 juniores) dividendosi tra MV Augusta e Yamaha, con una predilezioni per la prima. Ad onor del vero, molti sostenitori di Valentino Rossi sostengono che il primato spetti al pilota di Tavullia visto che Agostini all’epoca correva in due categorie contemporaneamente nella stessa annata.

Non c’è solo Agostini sulla strada di Rossi

Valentino Rossi però, nonostante in alcune graduatorie sia dietro ad Agostini è ancora in attività e tra i top driver del circus. La sua carriera comincia nel lontano, ormai, 1996 nella classe 125, dove appena un anno dopo, grazie alla conquista del titolo mondiale si guadagna la promozione in 250. Il talento c’è e anche in questo caso il titolo arriva appena un anno dopo, nel ’99. Siamo all’alba del nuovo millennio quando Rossi con il suo fido 46 si affaccia nella classe 500 (quella che poi sarebbe diventata l’odierna MotoGp), anche in questo anno basta un anno di apprendistato e arriva il titolo, anzi i titoli.

Il Dottore (come poi lo chiameranno i suo fan) non si ferma più e mette in riga tutti per ben 5 stagioni (dal 2001 al 2005). Un periodo d’oro per gli sport motoristici nostrani, con Ferrari e Valentino Rossi che ogni settimana stracciano un nuovo record nei rispettivi sport di competenza. La suggestione è così forte che con il ritiro (poi si vedrà momentaneo) di Michael Schumacher dal mondo della Formula 1 nel 2006 si comincia a pensare di unire le due cose. Rossi con la Rossa, suona bene, è un’idea che stuzzica. Il campione di Tavullia va forte sulla monoposto del cavallino e arriva da una cocente delusione in Motogp, dove ha perso il mondiale in favore di Hayden alle ultime tornate dopo un’annata sfortunata. Il mito di Agostini però ancora aleggia forte nella testa di Vale, che non ci sta e decide di continuare la sua avventura nel Motomondiale dove arrivano altri due campionati (2008 e 2009), poi la deludente parentesi Ducati (2011 e 2012) e il ritorno in Yamaha.

Nel 2017 Rossi punta al 10° titolo mondiale, che lo staccherebbe da Carlo Ubbiali e da Mike Hailwood fermi entrambi a 9 campionanti. Il dottore però prima di afferrare il record di Agostini (impresa ardua vista l’età), deve scavalcare lo spagnolo Angel Nieto, che con i suoi 13 mondiali vinti si trova al secondo posto della speciale classifica dei piloti più titolati di tutti i tempi. Per quanto concerne, invece, Marquez e Lorenzo, con i loro 5 mondiali vinti, in caso di vittoria sono pronti a scalare la classifica e a mettere seriamente il fiato sul collo di Valentino fermo ormai da troppi anni a quota 9.

Antonio Russo

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