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Museo Nuvolari, intervista esclusiva alla dottoressa Gazzoni: il materiale espositivo e la storia del “Mantovano Volante”


Tazio Nuvolari

Siamo lieti di ospitare a Tuttomotoriweb.com la dottoressa Valentina Gazzoni, che ci parla del museo dedicato al celeberrimo citttadino di Mantova

1) Dagli atti testamentari risulta il desiderio espresso da Nuvolari di avere un museo a lui dedicato, forse perché voleva lasciare ai posteri un segno tangibile dei suoi successi. Qual è la sua opinione in proposito?

Credo che Nuvolari come qualsiasi grande del nostro tempo e dei tempi passati avesse piena coscienza della sua “grandezza”, che si manifestava ad ogni corsa, ad ogni uscita pubblica. Era evidente nell’eccitazione e nell’entusiasmo che riusciva a suscitare nella folla, anche tra i non o i meno appassionati di corse. Godeva di una popolarità esagerata, forse solo parzialmente confrontabile con quella del nostro Valentino Rossi. Per citare le parole di Terruzzi (Una curva cieca, Giorgio Nada Editore, Vimodrone, Milano (I), 1991, p. 173) “Nuvolari piaceva. Piace ancora adesso. Era e rimane un termine di paragone irraggiungibile. Piaceva a quell’Italia assetata di gloria, piaceva al fascismo, senza volerlo.” E ne era consapevole. Sapeva di essere facile strumento della propaganda fascista e a sua volta ne sfruttava le possibilità che ne derivavano. Ricordiamo, per esempio, l’episodio in cui riuscì a ottenere un treno privato che dalla Svizzera conducesse Giorgio, il primogenito malato, direttamente a Mantova.

Credo appunto che fu questa sua consapevolezza, oltre che lo stretto rapporto che deteneva con l’Automobile Club di Mantova, di cui fu presidente negli ultimi sette anni della sua vita, a condurlo a lasciare il proprio patrimonio sportivo all’AC Mantova, con la speranza di donare alla città un ricordo tangibile delle sue vittorie. Non so se si aspettasse l’allestimento di un Museo, sorto solo più tardi, nel 1985, a seguito della morte della moglie Carolina Perina, ma certo questo era un gesto dovuto, l’unico modo per rendere onore al “più grande pilota del passato, del presente e del futuro” (F. Porsche).

2) La carriera di Nuvolari è costellata di successi che hanno riempito d’orgoglio i suoi concittadini. Qual è stata la reazione dei mantovani all’apertura del museo?

Strano a dirsi, ma forse come avviene troppo spesso in ogni città italiana, i nostri concittadini non sembrano mostrare molto interesse nei confronti del museo. Quando si ha qualcosa in casa, si tende a darlo quasi per scontato e, come se lo si conoscesse benissimo solo perché sta lì vicino, non si va a visitarlo. In questo senso, uno dei futuri obiettivi del Museo, una volta ottenuta una sede definitiva, è quello di stimolare l’interesse dei mantovani diventando uno luogo di incontro, aperto e partecipe alla vita dei cittadini, delle organizzazioni sportive e delle famiglie. Esistono comunque anche le eccezioni: molti signori anziani soffermandosi sulle foto e sui trofei di Nuvolari, si aprono ai ricordi del passato e narrano con nostalgia di quando da ragazzi andavano, insieme ai loro genitori, a vedere correre Tazio: nei loro occhi si scorge ancora l’emozione del momento, del rombo dell’Alfa o dell’Auto Union, del colore giallo della maglietta e delle urla festose degli appassionati.

3) L’esposizione è stata inaugurata nel 1985, ancora oggi la risposta del pubblico è positiva? I giovani e giovanissimi hanno modo di essere coinvolti in prima persona pur trattandosi di una galleria dedicata ad un personaggio presumiamo, a loro poco noto?

Inaugurato nel 1985, il Museo ha inizialmente trovato sede nel Palazzo del Podestà, in Piazza Broletto. Purtroppo, però, come accennavo in precedenza, tali spazi gli sono stati tolti dalle autorità cittadine, attualmente impegnate nella ricerca di una nuova locazione definitiva. Per questo motivo, il museo si trova oggi ridotto ad una esposizione temporanea collocata nelle Sale del Capitano di Piazza Sordello. Nonostante cimeli e trofei esposti siano numericamente ridotti, la risposta del pubblico appare comunque positiva. In riferimento ai giovani, mostrano grande interesse soprattutto, come è naturale, gli appassionati di automobilismo, tra i quali il mito di Nuvolari, seppur distante nel tempo, resta sempre vivo. Al fine di richiamare ed ampliare l’interesse dei più giovani al ricordo di un grande pilota e di un grande personaggio quale Nuvolari è stato, il museo non solo ha attivato progetti didattici di visita guidata, ma ha da poco indetto, per l’anno scolastico 2011-2012, un concorso intitolato “Nonno, raccontami Tazio” la partecipazione al quale, tramite il provveditorato agli Studi di Mantova, è stata aperta alle scuole di ogni ordine della provincia di Mantova. Lo scopo dell’iniziativa è compiere un’indagine sulla effettiva presenza nella memoria e nell’immaginario familiare di elementi che richiamino la vicenda sportiva e umana di Nuvolari, un campione che, a quasi 120 anni dalla nascita e a quasi 60 dalla scomparsa, fa ancora parlare e scrivere di sé.

4) Il “Mantovano volante” è stato un fuoriclasse sia nelle due che nelle quattro ruote, ci può descrivere quali sono i simboli principali in mostra attinenti al mondo delle corse? Vi sono in esposizione oggetti o qualcosa di particolare appartenuto alla sua vita privata, oltre che professionale?

La collezione esposta racconta la straordinaria avventura di Nuvolari, attraverso parte dei trofei e delle coppe vinte nell’intero arco della sua attività sportiva: trent’anni di corse, dal 1920 al 1950, con la sola interruzione dovuta alla Seconda guerra mondiale, in cui prese il via in oltre 350 competizioni, in moto e in auto, conquistando 141 vittorie (più altre 18 in gare di scarso rilievo), di cui 70 assolute e 71 di classe e facendo registrare 100 volte il giro più veloce. Si aggiudicò inoltre, sia in moto sia in auto, titoli nazionali ed europei nonché primati internazionali di velocità.

Tra i più importanti trofei esposti si annoverano la Lupa in bronzo vinta durante il Gran Premio Reale di Roma del 1927, la coppa Mille Miglia del 1930 vinta (come narra la legenda) “a fari spenti”, la Targa Florio del 1931 e del 1932, le coppe del Tourist Trophy del 1930 e del 1933 così come quella del Gran Premio di Nizza del 1933. Indimenticabili sono poi il trofeo strappato alle auto tedesche sulla pista del Nürburgring nel 1935, la coppa Vanderbilt conquistata l’anno successivo a New York e quella vinta a Donington nel 1938 (dove fra l’altro aveva investito un cervo nelle prove).

Numerosi sono anche gli effetti personali di “Nivola”, tra cui la livrea da motociclista corredata da caschetto Bianchi, occhiali da corsa, stivali e maglia tricolore di campione italiano di motociclismo degli anni 1924-26. Arricchiscono la collezione altri caschetti, guanti, occhiali, tute e l’inseparabile maglia gialla. In evidenza anche il telegramma inviatogli da Gabriele D’Annunzio e la riproduzione della famosa tartaruga d’oro che il “Vate” regalò a Nuvolari prima della vittoria della Targa Florio del 1932, accompagnandola con una dedica divenuta celebre: “all’uomo più veloce del mondo, l’animale più lento sulla terra”.

Non finisce però qui. Si possono, infatti, ammirare anche lettere autografe e altri documenti, una esposizione di preziosi modellini in scala delle auto da lui guidate vittoriosamente in corsa e una selezione di inediti filmati d’epoca che documentano la carriera sportiva del “Mantovano volante”.

5) Anche quest’anno si è svolto il Gran Premio Nuvolari, ci può descrivere qual è stato il ruolo del museo? Sappiamo che l’iniziativa raccoglie ogni anno molti consensi, richiamando appassionati da tutto il mondo, è rimasta soddisfatta dall’edizione 2011 o c’è qualcosa da rivedere per il prossimo anno?

Il Museo, insieme all’Automobile Club Mantova, è uno degli enti patrocinatori del Gran Premio Nuvolari, la manifestazione internazionale di regolarità riservata ad auto storiche organizzata da Mantova Corse. L’edizione del 2011 è stata molto intensa ed appassionante. Gli equipaggi prima della partenza e dopo l’arrivo hanno potuto visitare liberamente il Museo e ritirare il proprio premio di particpazione: un badge da radiatore realizzato in onore del 150° anno di unità nazionale. Da rivedere per il prossimo anno? Ha dato fastidio la forte pioggia di domenica all’arrivo ma… (per i miracoli ci stiamo attrezzando).

6) Quali sono le difficoltà principali nell’organizzare un evento di tale portata?

In generale, durante il GP l’attività del museo prosegue con la regolare quotidianità, cui si aggiunge certo un maggiore numero di visitatori. Per l’organizzazione dell’evento in sé credo che la risposta spetti a Mantova Corse.

7) Abbiamo appreso dal vostro sito internet che il museo è stato rinnovato nel 2003. Per il futuro avete in progetto qualche iniziativa che ci volete raccontare?

Attualmente la gran parte dei nostri sforzi, del Museo e dell’AC Mantova in collaborazione con il Comune di Mantova, sono rivolti all’individuazione di una futura sede per la collezione, che permetta l’esposizione del medagliere d’oro e di moto e auto guidate da “Nivola”, oltre che di tutti i suoi cimeli e trofei. Si spera che questo possa avvenire il più presto possibile, forse a partire dalla fine di quest’anno. L’ipotesi più accreditata vede lo spostamento del museo al Carmelino, una ex-chiesa sconsacrata, fino ad oggi utilizzata come archivio storico del Comune di Mantova, deposito e luogo di mostre temporanee, in via Giulio Romano. Contemporaneamente all’inaugurazione della nuova sede verrà allestita la mostra fotografica con le più belle immagini delle auto storiche partecipanti al GP Nuvolari 2011, organizzata in collaborazione con il Gruppo Fotografico La Ghiacciaia di Marengo (Marmirolo, Mn).

8) Domanda personale: lei è strettamente legata al mondo dei motori o il suo è un ruolo prettamente istituzionale?

Devo ammettere che il mondo dei motori è stato sino a poco tempo fa per me qualcosa di piuttosto estraneo in quanto, ahimè, come la maggior parte degli italiani, sono cresciuta tra appassionati di calcio, andando allo stadio piuttosto che sui circuiti. Ma non pensate: bastano pochi mesi per innamorarsi della figura di Tazio, non solo pilota, ma uomo eccezionale!

Marco Galluzzi

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